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Articoli marcati con tag ‘ranucci’

ATAC: RANUCCI (PD), MANI DI ALEMANNO SU AZIENDA HANNO PORTATO CRISI – AgenParl – Agenzia Parlamentare

ATAC: RANUCCI (PD), MANI DI ALEMANNO SU AZIENDA HANNO PORTATO CRISI AgenParl - Agenzia Parlamentare Così il senatore del Pd Raffaele Ranucci commenta le dimissioni di Maurizio Basile dal Cda dell'azienda. "E' abbastanza evidente che la classe politica che guida la città non ha ancora messo giù le mani da un'azienda vitale per la città e per i romani ... altro »

PD, le aste erano in regola – diariodelweb

ROMA – Le aste erano in regola e trasparenti, non c’è stata alcuna svendita del patrimonio immobiliare del Comune di Roma, né favoritismi nei confronti di conoscenti o parenti. Il Pd convoca nuovamente la stampa per replicare alle accuse nei confronti della giunta guidata da Walter Veltroni.

CAUSI – Nella sede nazionale del partito a largo del Nazareno i parlamentari Walter Verini, Marco Causi, Raffaele Ranucci, Roberto Morassut, insieme al segretario di Roma Marco Miccoli hanno consegnato ai giornalisti una documentazione contenente le norme sulle modalità di vendita dei 179 appartamenti attraverso cinque aste, la delibera approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nel novembre del 2004, i criteri fissati per la stima del valore degli immobili e anche una copia del verbale di chiusura di una delle aste pubblicato in Gazzetta ufficiale, «a dimostrazione che erano aste vere, presiedute da un notaio e che hanno fruttato il 50% del valore di base di vendita». «Sfido chiunque a presentare una procedura di vendita di immobili pubblici così trasparente e veloce come quella fatta dal comune di Roma nel 2005-06 – ha detto Causi che all’epoca era assessore al Bilancio – tanto che è stata l’unica cartolarizzazione che ha avuto il voto favorevole anche di An e Rifondazione comunista».

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ALCOL. DA PD E UDC DDL PER VIETARE CONSUMO A MINORI DI 16 ANNI

DSC_0028 ok2FIRMATARI IL SENATORE DEL PD RAFFAELE RANUCCI E IL CAPOGRUPPO UDC GIANPIERO D’ALIA

“Arresto da uno a tre anni per l’esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale vende o somministra bevande alcoliche e/o superalcoliche a un minore di 16 anni o a persona inferma di mente”. Lo prevede un Ddl depositato dal senatore del Pd Raffaele Ranucci e dal capogruppo dell’Udc a Palazzo Madama Ginpiero D’Alia.
“Il Ddl – si legge nella relazione – sostituisce l’articolo 689 del codice penale” e come condanna per l’esercente oltre all’arresto prevede anche “la chiusura dell’esercizio commerciale e la revoca permanente per il titolare della licenza alla vendita di bevande alcoliche e superalcoliche”. Il Ddl introduce inoltre “una sanzione amministrativa di 600 euro per il minore di anni 16 anni che acquista, consuma, detiene o cede ad altri bevande alcoliche e/o superalcoliche. È infine previsto il divieto di vendita di alcolici e superalcolici tramite distributori automatici o apparecchi similari quale deterrente per l’acquisto da parte di minori di 16 anni”.
“Distribuzioni incontrollate di alcol, spaccio e consumo di stupefacenti sono evidenti nei dati allarmanti del Censis, secondo i quali il sabato sera c’è l’86 per cento di giovani dichiara di aver consumato alcol. I ragazzi cominciano a bere già dagli 11 anni; a 13 o 14 la sera alcuni sono già ubriachi quasi come fosse una abitudine, per non parlare dell’alcolismo tra le giovani donne, fenomeno magari meno evidente ma non per questo meno significativo”. Nella relazione si sottolinea inoltre che “in Europa, un giovane su quattro in età compresa tra i 15 e i 29 anni muore a causa dell’alcol, primo fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica”.
Per Ranucci e D’Alia “favorire campagne di sensibilizzazione all’educazione comportamentale, che incrementino la consapevolezza nella popolazione del rischio connesso all’alcol, è assolutamente indispensabile. Così come è indispensabile coinvolgere l’ambito familiare in stretta connessione con quello scolastico”. Ma questo non basta poiché “Nelle notti del fine settimana i controlli non sono adeguati. Le pattuglie sono poche e i controlli con l’etilometro insufficienti: in Italia solo il 3 per cento circa dei patentati viene controllato con l’etilometro, rispetto al 16 per cento della media europea e al 38 per cento dei Paesi più severi”.
“E’ necessario, quindi – si legge ancora nella relazione del Ddl – mettere in campo misure specifiche dirette a limitare l’accesso alle bevande alcoliche da parte dei giovani e a ridurre l’esposizione di questi ultimi alla pubblicità del settore e a chiunque li solleciti e li induca a farne uso”.

Roma, 28 luglio 2009

Misure per superare la crisi economica nei Comuni

MOZIONE

(Art. 157, comma 3 Regolamento)

Il Senato,

premesso che:

in questo momento la drammatica crisi finanziaria sta serrando l’economia del nostro Paese con un forte impatto negativo sull’economia reale, sui posti di lavoro, sui redditi delle famiglie, sulle imprese;

molti Comuni e numerose province hanno a disposizione risorse economiche libere ed utilizzabili per finanziare opere già progettate, cantierabili o già cantierate, ma ferme a causa dei vincoli posti dal Patto di stabilità;

i limiti, posti dal Patto di stabilità, non consentono ai Comuni e alle province di poter legittimamente utilizzare le risorse proprie (avanzo di amministrazione, oneri di urbanizzazione riscossi, entrate da alienazioni patrimoniali dell’Ente ecc.) per effettuare gli investimenti necessari economico/infrastrutturali sul territorio;

le ultime manovre governative hanno sottoposto i Comuni e le province a tagli, vincoli e restrizioni senza le adeguate compensazioni, minando completamente l’autonomia finanziaria, dimostrando disinteresse per le già disagiate comunità locali;

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La crisi finanziaria e il credito alle aziende

Ranucci e CiampiDa tempo autorevoli esponenti del mondo economico, finanziario e istituzionale, denunciano la drammatica condizione che vive l’imprenditoria italiana. Qualche giorno fa ne ha parlato il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e ieri è stata la volta del Presidente della Consob Lamberto Cardia. Le difficoltà del tessuto economico e produttivo nazionale che oggi non dovrebbero essere più un mistero, se mai qualcuno avesse avuto dei dubbi (non da parte del Partito Democratico evidentemente). Interventi questi che si aggiungono a quelli dei mesi scorsi di Confindustria e delle Organizzazioni Sindacali. Una lettura da parte dei principali osservatori della vita economica del Paese, ognuno per le proprie competenze, che convergono tutti verso un comune sentire di malessere della nostra economia (dalle aziende ai lavoratori dipendenti, dal popolo delle partite iva fino ai pensionati).

D’altronde i dati parlano chiaro, e scattano un’impietosa fotografia del Paese reale che chiede interventi di carattere economico e finanziario urgenti, proprio per uscire da quel pericolo, usando le parole di Draghi e Cardia, di “asfissia finanziaria” per le aziende e dal più generale rischio di impoverimento della società italiana. Se negli ultimi due anni l’accesso al credito delle pmi si è ridotto drasticamente, non è certo perché ci sono state meno domande, bensì, come testimoniato dalle indagini Isae, perché c’è stata una stretta nei loro confronti. Inoltre continuano a crescere i costi per i prestiti inferiori al milione di euro, proprio quel genere di prestiti che richiedono le piccole e medie imprese. Ricordando che le stesse rappresentano più del 90% del sistema produttivo nazionale, è presto evidenziata la drammaticità della situazione attuale.

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… la fase congressuale

congressoPD

In questa importante fase congressuale del Partito Democratico, sento il dovere di esprimere una posizione a riguardo. E’ innanzitutto necessario focalizzare l’attenzione su un elemento che ritengo fondamentale: ridurre il dibattito congressuale esclusivamente sul “chi” si appoggerà per la guida del PD, credo sia un errore, figlio di una politica vecchia che nulla ha a che fare con quanto ci chiedono gli elettori. Un passo indietro che non possiamo permetterci rispetto ai milioni di donne e di uomini che credono in un progetto di profondo riformismo nazionale, aspirazione che ritengo sia la vera essenza dell’essere “Democratici”. Per questo motivo allora, la nostra riflessione nei prossimi giorni dovrà spostarsi necessariamente su “cosa” si appoggerà il giorno del Congresso, su quale partito consegneremo al Paese, con quanta forza sarà in grado di penetrare nella società, e con quali strumenti riusciremo a facilitare il lavoro dei circoli per il definitivo radicamento sul territorio. Focalizzare il dibattito sui contenuti che determineranno l’azione politica del Partito Democratico nel Paese è l’unica soluzione per parlare all’Italia. In questo senso allora mi sento di appoggiare l’idea di un partito che incarni lo spirito del “Lingotto”, che sappia promuovere proposte concrete per il futuro del Paese sui principali temi nazionali: la giustizia, la legge elettorale, il welfare, le liberalizzazioni, la ricerca e l’innovazione, la politica ambientale, la lotta alla criminalità organizzata, lo sviluppo economico, il merito. Un partito che abbia in sé la forza necessaria per costruire una maggioranza alternativa di governo intorno a un progetto seriamente riformatore del Paese. Questa è l’unica e sincera interpretazione di “vocazione maggioritaria” del PD, quella a cui Walter Veltroni aveva fatto riferimento, non intesa quindi come presunzione di vincere da soli, contrariamente a quanto sentiamo in questi giorni. Mi auguro allora che il progetto di Dario Franceschini ce la faccia, che ci porti a non essere più ex di qualcosa, ma finalmente tutti Democratici, aprendo sempre più alla società civile e alla partecipazione della gente attraverso le primarie. Tornare all’idea di un partito ostaggio dei giochi di palazzo, delle segreterie e dei signori delle tessere, significherebbe non solo non avere un Partito Democratico, ma, cosa molto più grave, avere sulla coscienza un sogno infranto.