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AMBIENTE: RANUCCI (PD), PRESTO DL SU TURISMO E DIFESA MARE – ANSA
Misure per superare la crisi economica nei Comuni
MOZIONE
(Art. 157, comma 3 Regolamento)
Il Senato,
premesso che:
in questo momento la drammatica crisi finanziaria sta serrando l’economia del nostro Paese con un forte impatto negativo sull’economia reale, sui posti di lavoro, sui redditi delle famiglie, sulle imprese;
molti Comuni e numerose province hanno a disposizione risorse economiche libere ed utilizzabili per finanziare opere già progettate, cantierabili o già cantierate, ma ferme a causa dei vincoli posti dal Patto di stabilità;
i limiti, posti dal Patto di stabilità, non consentono ai Comuni e alle province di poter legittimamente utilizzare le risorse proprie (avanzo di amministrazione, oneri di urbanizzazione riscossi, entrate da alienazioni patrimoniali dell’Ente ecc.) per effettuare gli investimenti necessari economico/infrastrutturali sul territorio;
le ultime manovre governative hanno sottoposto i Comuni e le province a tagli, vincoli e restrizioni senza le adeguate compensazioni, minando completamente l’autonomia finanziaria, dimostrando disinteresse per le già disagiate comunità locali;
La crisi finanziaria e il credito alle aziende
Da tempo autorevoli esponenti del mondo economico, finanziario e istituzionale, denunciano la drammatica condizione che vive l’imprenditoria italiana. Qualche giorno fa ne ha parlato il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e ieri è stata la volta del Presidente della Consob Lamberto Cardia. Le difficoltà del tessuto economico e produttivo nazionale che oggi non dovrebbero essere più un mistero, se mai qualcuno avesse avuto dei dubbi (non da parte del Partito Democratico evidentemente). Interventi questi che si aggiungono a quelli dei mesi scorsi di Confindustria e delle Organizzazioni Sindacali. Una lettura da parte dei principali osservatori della vita economica del Paese, ognuno per le proprie competenze, che convergono tutti verso un comune sentire di malessere della nostra economia (dalle aziende ai lavoratori dipendenti, dal popolo delle partite iva fino ai pensionati).
D’altronde i dati parlano chiaro, e scattano un’impietosa fotografia del Paese reale che chiede interventi di carattere economico e finanziario urgenti, proprio per uscire da quel pericolo, usando le parole di Draghi e Cardia, di “asfissia finanziaria” per le aziende e dal più generale rischio di impoverimento della società italiana. Se negli ultimi due anni l’accesso al credito delle pmi si è ridotto drasticamente, non è certo perché ci sono state meno domande, bensì, come testimoniato dalle indagini Isae, perché c’è stata una stretta nei loro confronti. Inoltre continuano a crescere i costi per i prestiti inferiori al milione di euro, proprio quel genere di prestiti che richiedono le piccole e medie imprese. Ricordando che le stesse rappresentano più del 90% del sistema produttivo nazionale, è presto evidenziata la drammaticità della situazione attuale.
… la fase congressuale
In questa importante fase congressuale del Partito Democratico, sento il dovere di esprimere una posizione a riguardo. E’ innanzitutto necessario focalizzare l’attenzione su un elemento che ritengo fondamentale: ridurre il dibattito congressuale esclusivamente sul “chi” si appoggerà per la guida del PD, credo sia un errore, figlio di una politica vecchia che nulla ha a che fare con quanto ci chiedono gli elettori. Un passo indietro che non possiamo permetterci rispetto ai milioni di donne e di uomini che credono in un progetto di profondo riformismo nazionale, aspirazione che ritengo sia la vera essenza dell’essere “Democratici”. Per questo motivo allora, la nostra riflessione nei prossimi giorni dovrà spostarsi necessariamente su “cosa” si appoggerà il giorno del Congresso, su quale partito consegneremo al Paese, con quanta forza sarà in grado di penetrare nella società, e con quali strumenti riusciremo a facilitare il lavoro dei circoli per il definitivo radicamento sul territorio. Focalizzare il dibattito sui contenuti che determineranno l’azione politica del Partito Democratico nel Paese è l’unica soluzione per parlare all’Italia. In questo senso allora mi sento di appoggiare l’idea di un partito che incarni lo spirito del “Lingotto”, che sappia promuovere proposte concrete per il futuro del Paese sui principali temi nazionali: la giustizia, la legge elettorale, il welfare, le liberalizzazioni, la ricerca e l’innovazione, la politica ambientale, la lotta alla criminalità organizzata, lo sviluppo economico, il merito. Un partito che abbia in sé la forza necessaria per costruire una maggioranza alternativa di governo intorno a un progetto seriamente riformatore del Paese. Questa è l’unica e sincera interpretazione di “vocazione maggioritaria” del PD, quella a cui Walter Veltroni aveva fatto riferimento, non intesa quindi come presunzione di vincere da soli, contrariamente a quanto sentiamo in questi giorni. Mi auguro allora che il progetto di Dario Franceschini ce la faccia, che ci porti a non essere più ex di qualcosa, ma finalmente tutti Democratici, aprendo sempre più alla società civile e alla partecipazione della gente attraverso le primarie. Tornare all’idea di un partito ostaggio dei giochi di palazzo, delle segreterie e dei signori delle tessere, significherebbe non solo non avere un Partito Democratico, ma, cosa molto più grave, avere sulla coscienza un sogno infranto.















