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Presentata un’interrogazione del Senatore Ranucci per evitare la realizzazione di pontili a Zannone e Palmarola

RANUCCI – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell’interno – Premesso che:

Palmarola e Zannone sono comprese nell’arcipelago delle isole Ponziane, nel mar Tirreno, in provincia di Latina;

sono presenti nelle acque di queste isole praterie di posidonia, spugne di un raro color rosso ed alghe, ma l’unicità dell’ambiente sommerso è rappresentata dalla presenza di bellissimi canyon, lungo i quali si può trovare una moltitudine di varie forme come: stelle marine, piccoli scorfani, minuscoli Tripterigion e nuvole di Anthias;

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PONTINE, RANUCCI (PD): NO PONTILI A PALMAROLA E ZANNONE

(OMNIROMA) Roma, 17 GIU – “Il governo deve intervenire per difendere Palmarola e Zanone, patrimonio turistico del Paese. Chiedo ai ministri dell’Interno e dell’Ambiente quali iniziative assumeranno per: impedire la realizzazione di pontili sulle isole di Palmarola e Zannone; tutelare i valori naturalistici delle due isole al fine di prevenire pericoli di alterazioni gravi e irreparabili all’ambiente terrestre e marino; per inserire Palmarola e Zannone tra le aree definite ‘monumento naturale’, per scongiurare la realizzazione di qualsiasi intervento edilizio, ogni attività agro-silvo-pastorale nonché interventi che alterino la vegetazione esistente o l’ecosistema”. Lo chiede il senatore del Pd RaffaeleRanucci in un’interrogazione rivolta al Ministro dell’interno Roberto Maroni e al Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo.
Nell’interrogazione Ranucci, riferendosi all’approvazione della delibera dell’Amministrazione Comunale di Ponza che prevede l’istallazione di pontili sulle isole di Palmarola e Zannone, ricorda le due interrogazioni da lui presentate negli anni scorsi, cui il governo non ha mai risposto dimostrando “totale disinteresse”. In una del 2009 chiedeva al governo di tutelare quelle isole; nell’altra, del marzo 2011, Ranucci sottolineava che “la Direzione investigativa antimafia continua a mandare segnali di allarme in merito alla forte offensiva che le mafie stanno realizzando per accaparrarsi ampi segmenti dell’economia del basso Lazio, in particolare della provincia di Latina e nello specifico nel sud pontino con ramificazioni nelle isole Pontine, in settori chiave come quello del turismo, dell’edilizia e del commercio”. Per Ranucci, “al di là del rischio di rovinare territori di rilevante interesse naturalistico-ambientale, dietro la delibera del Comune di Ponza sembra profilarsi l’inquietante rischio dell’influenza della malavita organizzata nella realizzazione del piano particolareggiato del porto di Ponza e di quello per l’utilizzazione degli arenili”. A tal proposito, il senatore del Pd ricorda che “la Direzione antimafia ha più volte evidenziato i rischi di infiltrazioni camorristiche nelle isole di Ponza e Ventotene, e che Ponza è stata investita da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Latina denominata ‘Ponza Nostra’, dalla quale si evincono attività malavitose di stampo camorristico, pesantemente inserite nel tessuto amministrativo, commerciale ed economico dell’isola”. Conclude Ranucci: “Sono tutti elementi che impongono una maggiore attenzione da parte del governo e non certo il completo disinteresse dimostrato fino ad oggi”.

Interrogazione su Ponza, per contrasto alle attività malavitose e riconoscimento status “monumento naturale”

RANUCCI, DELLA SETA, PASSONI – Ai Ministri dell’interno, della giustizia e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Premesso che:

il sud pontino e l’arcipelago delle isole Pontine rappresentano un’area a forte vocazione turistica e culturale di particolare interesse ambientale, in considerazione delle importanti risorse e peculiarità paesaggistiche, archeologiche e idrogeologiche;

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ODG sulla protezione e valorizzazione delle coste

RANUCCI, DELLA SETA

La 13ª Commissione permanente, in sede di esame del disegno di legge finanziaria per l’anno 2010,

premesso che:

le aree costiere in Italia si estendono per circa 8.000 km e rappresentano una preziosa risorsa dal punto di vista culturale, paesaggistico, turistico ed economico per l’Italia e per l’intero Mediterraneo. Esse costituiscono un elemento di fondamentale attrattiva del nostro territorio e una grossa opportunità di sviluppo economico legato a progetti di tutela e valorizzazione della natura, che può avere ricadute positive sull’intero territorio nazionale e sui Paesi che si affacciano sul Mediterraneo;

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DDL su istituzione campi boe

SCHEDA SU DDL ISTITUZIONE CAMPI BOE

”Istituzione di campi ormeggi attrezzati per imbarcazioni da diporto nelle isole minori e nelle aree marine di maggior pregio ambientale e paesaggistico”

Primo firmatario e relatoreRaffaele Ranucci, senatore del Pd.

Altri firmatari: Luigi Zanda, Roberto della Seta (Pd), Riccardo Villari (misto).

Iter: approvato all’unanimità in Commissione Ambiente e, con il parere favorevole del governo, approda e viene oggi approvato nell’aula del Senato. Il Ddl ha iniziato il suo iter lo scorso anno e dopo i pareri non ostativi delle commissioni Affari costituzionali, programmazione economica e Bilancio e degli Affari regionali, passa finalmente all’esame dell’Aula di Palazzo Madama.

Cosa prevede il Ddl

La realizzazione di un progetto di infrastrutturazione leggera delle isole minori italiane, delle aree marine protette e di reperimento e di particolari tratti di costa, che li doti di campi di ormeggio attrezzati, cosiddetti campi boe, laddove più alta è la pressione del diporto.

Quali le finalità:

  • Limitare, se non eliminare del tutto, gli ancoraggi sulle praterie di Posidonia oceanica o comunque in aree con fondali protetti per evitare una eccessiva pressione turistica ed antropica che invece alcuni tratti di costa, le isole minori, le aree marine protette e le aree marine di reperimento sono costrette a subire durante il periodo estivo con il rischio di comprometterne l’inestimabile valore.
  • Regolamentare gli ancoraggi e gli accessi nelle aree protette. Cosa che, oltre a rispondere alla predetta esigenza ambientale, si rende necessaria per far fronte alle difficoltà degli approdi particolarmente sentita nel periodo estivo.


Il Ddl si compone di tre articoli.

  • L’articolo 1 prevede che, allo scopo di tutelare l’ecosistema, gli enti gestori delle aree marine protette possano istituire, con l’impiego di tecnologie informatiche e telematiche, campi di ormeggio attrezzati per le unità da diporto nelle zone di riserva generale e parziale; tali progetti sono sottoposti al parere della locale Capitaneria di porto. Vengono inoltre delineate le finalità dei campi di ormeggio ravvisate nella riduzione del fenomeno di aratura dei fondali vulnerabili da parte di ancore delle unità da diporto, nell’erogazione di un numero limitato di permessi di stazionamento nell’area, determinato dal numero di gavitelli disponibili, e nella trasparenza di accesso ai campi ormeggio, attraverso idonee forme di pubblicità e prenotazione non onerosa. Gli enti gestori dei campi di ormeggio definiscono le tariffe orarie e giornaliere di stazionamento e destinano una quota del 15% alle barche a vela, individuano per l’ancoraggio delle boe sistemi compatibili con le caratteristiche dei fondali che assicurino il minore impatto ambientale,adottano sistemi adeguati e tecnologicamente avanzati per il monitoraggio remoto delle boe e dei pali a terra, verificandone costantemente posizionamento e funzionamento. Anche i comuni – non compresi nelle Amp o nelle are di reperimento, ma con tratti di costa sottoposti ad eccessiva pressione turistica ed antropica – potranno istituire campi ormeggio attrezzati, ma dovranno comunque redigere mappe ecologiche e di vulnerabilità dei fondali nonché lo studio di incidenza nelle aree appartenenti alla rete “Natura 2000”, cioè Zone di protezione speciale, Siti di interesse comunitario ed Important bird areas.
  • L’articolo 2 riguarda le aree marine di reperimento, all’interno delle quali i comuni, in regime di esenzione concessoria e con la facoltà di affidare l’allestimento e la manutenzione a terzi, possono istituire i campi di ormeggio secondo i criteri e le finalità individuati dall’articolo 1.
  • L’articolo 3 stabilisce che i campi di ormeggio vengano segnalati in base alle indicazioni che i comuni e gli enti gestori acquisiscono dall’Istituto idrografico della Marina.

Interrogazione parlamentare sugli incendi boschivi

INTERROGAZIONE

RANUCCIAl Presidente del Consiglio dei ministri. - Premesso che:

secondo le stime del Sistema Europeo d’Informazione sugli Incendi Forestali (EFFIS), sono già 200 mila gli ettari di terreno bruciati nell’Unione Europea e attualmente il rischio incendi è molto elevato;

sempre secondo l’EFFIS quest’anno la Spagna e l’Italia sono stati i Paesi maggiormente colpiti a causa delle condizioni metereologiche, verificatesi nella seconda metà di luglio, particolarmente favorevoli allo sviluppo di incendi;

il patrimonio forestale italiano, tra i più importanti d’Europa, costituisce un’immensa ricchezza per l’ambiente e per l’economia, per l’equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio;

in Italia i boschi ricoprono oltre 9.800.000 ettari del territorio, pari a circa il 32% dell’intera superficie nazionale; ogni anno però, purtroppo, assistiamo all’incendio di migliaia di ettari di bosco, molto spesso dovuto a cause dolose, legate alla speculazione edilizia, o all’incuria e alla disattenzione dell’uomo;

le conseguenze per l’equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell’ecosistema molto lunghi e la questione si fa più seria se gli incendi si verificano sulle isole, isole minori o sulle piccole isole;

anche questa estate continua ad essere funestata da violenti incendi; è di nuovo allarme ad Ischia. La notte del 7 settembre 2009 è stata una notte di paura per la presenza sull’isola di più incendi contemporaneamente. Ad essere colpite dalle fiamme sono state le zone di Succhivo-S. Angelo e Ciglio nel comune di Serrata Fontana e quelle di Panza e di S. Mari al Mole nel Comune di Forio;

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Campi boe sostenibili per il diporto in aree marine protette ed … – Greenreport

Greenreport
» Campi boe sostenibili per il diporto in aree marine protette ed ... Greenreport Il relatore sarà il senatore Raffaele Ranucci che presentando il Dl ha spiegato: «Il nostro Paese è caratterizzato da uno dei sistemi ambientali e ...

AMBIENTE: RANUCCI (PD), PRESTO DL SU TURISMO E DIFESA MARE – ANSA

AMBIENTE: RANUCCI (PD), PRESTO DL SU TURISMO E DIFESA MARE ANSA (ANSA) - ROMA, 4 AGO - ''Sara' il senatore Raffaele Ranucci del Partito democratico il relatore del disegno di legge sulla ''Istituzione di campi ormeggi ... altro »

DDL sull’istituzione dei campi di ormeggio attrezzati

RELAZIONE DELLA 13ª COMMISSIONE PERMANENTE

(TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI)

(Relatore RANUCCI)

Comunicata alla Presidenza il 30 luglio 2009

SUL

DISEGNO DI LEGGE

Istituzione di campi ormeggi attrezzati per imbarcazioni

da diporto nelle isole minori e nelle aree marine

di maggior pregio ambientale e paesaggistico

d’iniziativa dei senatori RANUCCI, ZANDA, VILLARI e DELLA SETA

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Misure per superare la crisi economica nei Comuni

MOZIONE

(Art. 157, comma 3 Regolamento)

Il Senato,

premesso che:

in questo momento la drammatica crisi finanziaria sta serrando l’economia del nostro Paese con un forte impatto negativo sull’economia reale, sui posti di lavoro, sui redditi delle famiglie, sulle imprese;

molti Comuni e numerose province hanno a disposizione risorse economiche libere ed utilizzabili per finanziare opere già progettate, cantierabili o già cantierate, ma ferme a causa dei vincoli posti dal Patto di stabilità;

i limiti, posti dal Patto di stabilità, non consentono ai Comuni e alle province di poter legittimamente utilizzare le risorse proprie (avanzo di amministrazione, oneri di urbanizzazione riscossi, entrate da alienazioni patrimoniali dell’Ente ecc.) per effettuare gli investimenti necessari economico/infrastrutturali sul territorio;

le ultime manovre governative hanno sottoposto i Comuni e le province a tagli, vincoli e restrizioni senza le adeguate compensazioni, minando completamente l’autonomia finanziaria, dimostrando disinteresse per le già disagiate comunità locali;

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