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Misure per superare la crisi economica nei Comuni

MOZIONE

(Art. 157, comma 3 Regolamento)

Il Senato,

premesso che:

in questo momento la drammatica crisi finanziaria sta serrando l’economia del nostro Paese con un forte impatto negativo sull’economia reale, sui posti di lavoro, sui redditi delle famiglie, sulle imprese;

molti Comuni e numerose province hanno a disposizione risorse economiche libere ed utilizzabili per finanziare opere già progettate, cantierabili o già cantierate, ma ferme a causa dei vincoli posti dal Patto di stabilità;

i limiti, posti dal Patto di stabilità, non consentono ai Comuni e alle province di poter legittimamente utilizzare le risorse proprie (avanzo di amministrazione, oneri di urbanizzazione riscossi, entrate da alienazioni patrimoniali dell’Ente ecc.) per effettuare gli investimenti necessari economico/infrastrutturali sul territorio;

le ultime manovre governative hanno sottoposto i Comuni e le province a tagli, vincoli e restrizioni senza le adeguate compensazioni, minando completamente l’autonomia finanziaria, dimostrando disinteresse per le già disagiate comunità locali;

già nei mesi scorsi l’ANCI, consapevole della gravità della situazione generale nella quale versavano i Comuni e a garanzia delle Popolazioni amministrate, aveva rivolto un appello al Governo con il quale si chiedevano una serie di interventi urgenti per consentire, in deroga al Patto di stabilità interno, l’utilizzo immediato dei residui passivi per la spesa in conto capitale, l’utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, l’utilizzo dei proventi derivanti dalla vendita del patrimonio per finanziare la spesa per investimenti, la garanzia per la stabilità delle entrate comunali attraverso la compensazione dei tagli ai trasferimenti e la mancata integrale copertura degli interventi sull’ICI;

un allentamento del Patto di stabilità per i Comuni permetterebbe di mettere in moto opere medio piccole, grazie alle quali verrebbe alimentata la piccola e media impresa italiana, in particolare nel settore dell’edilizia e del suo indotto, con immediati effetti benefici sul piano occupazionale evitando il ricorso agli ammortizzatori sociali;

nella Regione Lazio, fonte IFEL su dati del Ministero dell’Interno, da una elaborazione sui certificati di conto consuntivo di 104 Comuni, con popolazione superiore a 5.000 abitanti, si evince che i residui passivi in conto capitale 2007 ammontano ad un totale di circa 1,5 miliardi e che se “liberati” darebbero un sostanziale contributo alla ripresa dell’economia di questa Regione;

in Europa, per produrre immediati e positivi effetti economici e sociali, la Germania ha stanziato prestiti pari a circa 4 miliardi ai Comuni per il finanziamento di investimenti infrastrutturali, la Spagna ha destinato 10 miliardi per programmi di edilizia popolare, la Francia 10,5 miliardi per l’ammodernamento delle infrastrutture;

in Italia il Governo ha recuperato molti stanziamenti distraendoli in molti casi dalle destinazioni originarie (si pensi ai fondi FAS) per realizzare grandi infrastrutture la cui effettiva utilizzazione produrrà effetti forse e solo nel lungo periodo;

considerato che:

le previsioni economiche per il prossimo futuro registrano un progressivo peggioramento a fronte del quale le azioni del Governo risultano praticamente inefficaci;

una deroga mirata, regolata e monitorata, al Patto, consentirebbe la realizzazione e ultimazione di quegli interventi infrastrutturali che possono essere finanziati con risorse già nella disponibilità degli Enti, con un forte impatto sul tessuto economico locale e territoriale;

impegna il Governo

ad adottare, con sollecitudine, apposite iniziative per garantire le immediate modifiche delle norme che regolano i vincoli del Patto di stabilità per i Comuni e le province, a garanzia degli investimenti che gli stessi dovranno effettuare per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, a sostegno delle famiglie e dei lavoratori e a salvaguardia dell’interesse generale del Paese;

a creare una “corsia preferenziale”, in deroga al Patto di stabilità, per l’utilizzo dei fondi residui passivi per la spesa in conto capitale, già disponibili dagli Enti, da impegnare nella manutenzione dei luoghi pubblici (scuole, reti idriche, edilizia residenziale pubblica ecc.).

Ordine delle firme

1)   RANUCCI

2)   FINOCCHIARO

3)   ZANDA

4)   LATORRE

5)   ADAMO

6)   AGOSTINI

7)   ANDRIA

8)   ANTEZZA

9)   ARMATO

10)    BAIO

11)    BARBOLINI

12)    BASSOLI

13)    BERTUZZI

14)    BIANCHI

15)    BIANCO

16)    BIONDELLI

17)    BLAZINA

18)    BOSONE

19)    BUBBICO

20)    CARLONI

21)    CAROFIGLIO

22)    CASSON

23)    CECCANTI

24)    CERUTI

25)    CHITI

26)    CHIURAZZI

27)    DEL VECCHIO

28)    DELLA MONICA

29)    DELLA SETA

30)    DI GIOVAN PAOLO

31)    DONAGGIO

32)    FILIPPI MARCO

33)    FIORONI

34)    FONTANA

35)    GARAVAGLIA MARIAPIA

36)    GARRAFFA

37)    GASBARRI

38)    GHEDINI

39)    GRANAIOLA

40)    GUSTAVINO

41)    INCOSTANTE

42)    LEDDI

43)    LEGNINI

44)    LIVI BACCI

45)    MARCUCCI

46)    MARINARO

47)    MARINO MAURO MARIA

48)    MERCATALI

49)    MOLINARI

50)    MONGIELLO

51)    MORANDO

52)    MORRI

53)    MUSI

54)    NEGRI

55)    NEROZZI

56)    PAPANIA

57)    PASSONI

58)    PEGORER

59)    PERDUCA

60)    PIGNEDOLI

61)    PORETTI

62)    PROCACCI

63)    ROILO

64)    ROSSI PAOLO

65)    RUTELLI

66)    SCANU

67)    SERRA

68)    SIRCANA

69)    STRADIOTTO

70)    TOMASELLI

71)    TONINI

72)    TREU

73)    VERONESI

74)    VIMERCATI

75)    VITA

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